E’ un quadro estremamente complesso e in continua evoluzione quello del Mediterraneo, descritto dai relatori nella quarta lezione della Scuola di formazione per il bene comune, organizzata da Futurlab, sul tema “I conflitti internazionali e i nuovi scenari geopolitici”, che si è tenuta alle Ciminiere di Catania, per gli studenti del “Galileo Galilei” e del “Principe Umberto” di Catania e del “Benedetto Radice” di Bronte.
Una situazione frammentata e dinamica che tiene conto delle continue fibrillazioni nel Medio Oriente, della nuova politica estera degli Stati Uniti, della debolezza sul piano internazionale dell’Unione Europea, dell’espansione della Cina, ormai prima competitor mondiale degli USA.
Su questi temi si sono confrontati, tra gli altri, l’ambasciatore Mario Boffo, già capo missione in Arabia Saudita e Yemen; la professoressa Alessia Melcangi, docente di Storia del Nord Africa e del Medio Oriente dell’Università La Sapienza di Roma; Francesco Tufarelli, dirigente generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, Valentina Spata, analista geopolitica, collaboratrice delle Nazioni Unite, e Marco Emanuele, filosofo della complessità, moderati da Rosario Sapienza, docente di Diritto internazionale dell’Università di Catania.
Il tema, di grande attualità, negli ultimi tempi è ancora più globalizzato, perché instabilità e conflitti locali, come l’azione armata degli Huthi dello Yemen, influisce adesso anche sulle attività economiche dei paesi occidentali, così come l’invasione della Ucraina ad opera della Russia, che ha ripercussioni politiche mondiali. Senza trascurare il conflitto israeliano-palestinese e l’instabilità dei paesi del Nord Africa che alimentano e gestiscono flussi migratori con ripercussioni direttein primo luogo sulla Sicilia e poi sul resto dell’Italia, vera frontiera dell’Europa sul Mediterraneo.
La quarta lezione del sesto anno di attività della Scuola di formazione per il bene comune, è stata preceduta dal saluto del presidente di Futurlab, Antonio La Ferrara, dall’introduzione di Rosario Filippo Tomarchio, fondatore e CEO di NTLINK, e seguita da un articolato dibattito al quale hanno partecipato alcuni studenti e il filosofo Antonino Rapisarda.
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